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Cocktail Martini di Alan

Tra mito e realtà la storia di un cocktail vicino alla Liguria (almeno così mi piace credere…) Le tesi riguardanti le origini di questo cocktail sono svariate e, in gran parte, vicine alla leggenda.

La più autorevole, documentata da John Doxan in “Stirred – Not Shaken”, afferma che un barista di nome Martini originario di Arma di Taggia in Liguria, emigrato negli Stati Uniti, avesse creato la miscela attorno al 1910 presso il Knickerbocker Hotel di New York in onore di John D. Rockefeller ed è anche quella che mi piace citare e credere come veritiera dato che il barman era un mio connazionale e conterraneo….

Ci sono però altre versioni che vedono il cocktail nascere un decennio prima dall’estro di un tale Martinez di New Orleans o da una cittadina della California di nome Martinez. Qui infatti una targa in bronzo reca scitto: “In questo luogo, nel 1874 Julio Richelieu, barista, ha servito il primo Martini a un minatore che, entrato nel suo saloon… aveva chiesto qualcosa di speciale. Gli venne servito un ‘Martinez Special’. Dopo tre o quattro bicchieri la ‘z’ si era persa per strada.” Ancora prima, intorno al 1860, pare che Jerry Thomas, titolare di un bar a San Francisco ( grande barman ed “alchimista”) presso l’Occidental Hotel , avesse servito un cocktail di nome Martinez ad un cliente in viaggio appunto per Martinez. Comunque al di là di tutto ciò che appartiene al passato, oggi il Dry Martini è il re dei cocktail, che vanta innumerevoli varianti e metodi di preparazione, un rito questa, per ogni barman che si rispetti… La prova del nove dei Barmen è fare un buon Martini …

Esistono diverse varianti del Martini, come lo Sweet Martini, ed il Medium Martini, oltre al Vodkatini o Martini Vodka, di quest’ultimo la variante è il Vesper cocktail preferito da James Bond.

Il Martini Dry faceva parte delle 6 ricette fondamentali del “The Fine Art of Mixing Drinks” di David A. Embury, del 1948.

La ricetta proposta da Embury era la seguente:

  • 7 parti di gin inglese
  • 1 parte di vermouth (dry) francese

La ricetta del Martini Dry è la seguente:

  • 8/10 Gin
  • 2/10 Vermouth Dry

Si prepara in un mixing-glass e si serve in una coppetta da cocktail. Si guarnisce con un’oliva verde oppure con una scorzetta di limone.

L’arte e la magia però ricordo che sono la preparazione del cocktail, la costruzione e la magia che ne consegue…

“Felicità è trovare due olive nel tuo Martini, quando sei affamato.”
Johnny Carson


Cocktail gentilmente segnalato da:

Alan Arrigo

Capo Barman

Grand Hotel Londra

Sanremo

alanbarman@yahoo.it

 

 

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Copyright © 2011 Manuela Gandolfo. Riproduzione Riservata.

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